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Notizie locali e altro

I sentieri e le ferrate del Gran Sasso sono percorribili

Le buone notizie non sono mai troppe.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo comunicato che rassicura sulla percorribilità dei sentieri e delle ferrate del Gran Sasso.

ricci

Sentieri e ferrate del Gran Sasso.

Comunicato della Sottosezione CAI di Pietracamela

Sezione di Isola del Gran Sasso

Il terremoto dello scorso aprile e le scosse che si sono susseguite non hanno danneggiato alcun sentiero né le vie ferrate del Gran Sasso, che, salvo poche variazioni, sono nella situazione in cui erano negli scorsi anni.

Successivamente ad un comunicato in data 21 luglio del Presidente della Sezione C.A.I. di Teramo che sconsigliava di percorrere alcune ferrate lo stato di alcuni itinerari attrezzati è in fase di verifica. Infatti già da diversi anni molte staffe distanziatrici sono state spezzate dal peso della neve e alcuni fittoni di ancoraggio sono fuoriusciti.

Per ovviare a tale stato di fatto su iniziativa del C.A.I. Abruzzo nei prossimi giorni vi sarà una verifica della situazione e saranno di conseguenza affidati rapidamente i lavori di manutenzione delle vie ferrate Danesi e Ventricini al Corno Piccolo e Ricci alla Vetta Orientale del Corno Grande.

Riguardo il sentiero attrezzato Ricci all’Orientale in occasione della gita sociale della S/Sezione C.A.I di Pietracamela del 12 luglio scorso sono stati rinfrescati i vecchi e stinti bolli bianco rossi che segnano l’itinerario, approfittando anche per rinnovare i bolli della Via Normale che dal Calderone alla Vetta Orientale sale. Un piccolo atto concreto, secondo i principi di volontariato del Club Alpino Italiano.

Luca Mazzoleni

Reggente della Sottosezione

27 luglio 2009 Posted by | Difficoltà EE, Itinerari, Terremoto | 2 commenti

Sassa 7 – 14 luglio 2009

Questo è un breve scritto che ho partorito dopo la seconda esperienza di volontariato all’interno del campo di Sassa. Eravamo in tanti provenienti sia dalla Valle Siciliana che da altre località, accomunati da un unico intento, quello di dare una mano in un luogo ancora ben lungi dall’esser tornato alla normalità.

amicisassa

Esiste in Italia un ambiente nel quale si riesce ancora ad essere protagonisti della vita del paese. E’ il volontariato, una rete enorme in grado di supplire alle tante mancanze della rete istituzionale dello Stato.
In seguito al terremoto del 6 aprile scorso anche il Club Alpino Italiano è entrato ufficialmente nella grande famiglia della Protezione Civile. Oggi essere un volontario del CAI permette di essere protagonisti diretti nell’organizzazione e gestione di un campo della Protezione Civile. In una contesto socio-politico in cui l’occupazione nepotistica e autoreferenziale dei centri di potere è la norma questa è un’opportunità da sfruttare assolutamente. I trentenni e quarantenni di oggi, che nel resto del mondo civilizzato governano paesi e multinazionali, in Italia sono ancora considerati troppo giovani per assumere ruoli esecutivi di primo piano, visti come incapaci di assumersi quelle responsabilità che invece svolgono egregiamente nella quotidianità della vita familiare.
Le dinamiche gestionali che si vivono all’interno dei campi della Protezione Civile, dove l’urgenza dei problemi da risolvere è il risultato primario al quale deve tendere qualsiasi sforzo, permettono di far emergere i soggetti più capaci e disponibili.
Come socio della sottosezione di Pietracamela del Club Alpino Italiano di Isola del Gran Sasso ho avuto la fortuna di partecipare a due turni nei campi della Protezione Civile. Il primo, avvenuto a fine aprile in piena emergenza iniziale ci ha permesso di comprendere cos’è la Protezione Civile, come funziona e chi sono i volontari che la tengono in piedi. Persone dal grandissimo spessore umano, molto qualificate ma semplici e senza sovrastrutture animate unicamente da una grande voglia di fare e di rendersi utili. Il secondo, avvenuto nella prima metà di luglio quando la gestione dei campi era già incanalata verso una situazione di ordinaria quotidianità, ci ha permesso di fare un ulteriore scatto soprattutto a livello personale fino ad arrivare a percepire di essere parte integrante di un grande meccanismo utile alla collettività. Durante le lunghe giornate trascorse a Sassa tutti noi volontari abbiamo avuto modo di sentire che più passavano i giorni più diventavamo indipendenti e autonomi nello svolgimento del nostro ruolo. Alla fine del nostro soggiorno tutti abbiamo avuto la netta sensazione di essere in grado di adempiere ai nostri ruoli in completa autonomia.
Un risultato determinato in parte dal grande affiatamento presente all’interno del nostro gruppo ma anche dalle fantastiche doti umane che abbiamo riscontrato nei gruppi dei volontari dell’ANA con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare. Persone che non si sono mai lamentate per i carichi di lavoro da portare a termine o per la mansioni da adempiere.
Ci sono due episodi che mi sono rimasti particolarmente impressi nel corso di questa nostra ultima esperienza al campo.
Il primo è avvenuto quasi subito la mattina del secondo giorno di permanenza al campo. Il capo-campo mi porta in disparte per dirmi: “lo vedi quel container? Contiene una cucina nuova di zecca che la Electrolux ha donato alla Protezione Civile. E’ bellissima, ha forni, fornelli e bracieri completamente elettrici. Il capo cucina non se la sente di usarla, ti va di avviarla tu? Domani stai tutto il giorno lì dentro, mettila in funzione e comincia a cucinarci. Il prossimo turno che arriva deve avere qualcuno che sia in grado di spiegargli come farla andare”. Per completezza di cronaca aggiungo che io a casa non cucino mai, lo fa mia moglie, non che non sia capace, in cucina mi arrangio egregiamente ma non avrei mai pensato che un giorno avrei cucinato secondo e contorno per 600 persone. Riuscirci è stata una gran soddisfazione.
Il secondo episodio è avvenuto qualche giorno dopo. A differenza di noi del CAI che cambiamo turno di martedì, gli alpini effettuano il cambio il sabato, una scelta azzeccata che permette di avere all’interno della cucina una squadra già ambientata al tipo di esigenze richieste. Sabato 4 luglio, nel mezzo del nostro turno di permanenza, si presenta al campo la nuova squadra dei volontari ANA. Si tratta spesso di persone di una certa età che soprattutto il primo giorno vagano un po’ spaesate per la cucina senza sapere bene cosa fare. Ad un certo punto mi si avvicinano due uomini canuti (scoprirò successivamente essere due ingegneri ultrasessantenni) che mi chiedono “cosa possiamo fare?” Mi volto un attimo e vedo vicino ai lavelli una pila di pentole sporche, non ci penso su un attimo e rispondo “lavate le pentole”. I due obbediscono senza fiatare e le vanno a lavare. Da quel momento non si sono più mossi dai lavelli, hanno lavato pentole per il resto della loro permanenza al campo senza mai lamentarsi per la loro mansione, credo che abbiano consumato scatole intere di guanti in lattice e litri su litri di detersivo. Ogni volta che li osservavo sorridevano felici, lo stesso sorriso aperto e soddisfatto che avevamo tutti.
Concludo questa breve nota ringraziando il gruppo di amici che hanno reso indimenticabile questa esperienza. Andrea, Antonietta, Franca, Francesco, Gina, Massimo, Nino e Serenella, le vostre facce soddisfatte per me sono un ricordo indelebile.

22 luglio 2009 Posted by | L'Aquila, Terremoto, Varie | Lascia un commento

10 mila euro per (quasi) tutti

Fra le tante notizie cattive che continuiamo a doer dare sul terremoto ce n’è anche una buona. L’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno 2009 mette a disposizione per le case adibite ad abitazione principale un contributo fino a 10.000 euro per la riparazione dei danni di lieve entità.

Rientrano nel contributo non solo i comuni individuati all’interno dell’area del cratere col c.d. “decreto Bertolaso”, ma anche “quelli localizzati al di fuori purchè si sia in presenza di un nesso di causalita’ diretto tra il danno subito e l’evento sismico, comprovato da apposita perizia giurata”.

Per quello che riguarda più direttamente gli abitanti della Valle Siciliana questo significa che anche chi non è residente nei territori comunali di Castelli e Tossicia può fare richiesta per ottenere un contributo fino a 10.000 euro per riparare i danni che ha patito a causa del sisma.

Qui il testo dell’ordinanza

21 giugno 2009 Posted by | Politica, Terremoto, Varie | 2 commenti

Chi ricostruirà l’Abruzzo ?

La promessa di una ricostruzione affidata ad imprese del luogo fatta dal primo ministro Silvio Berlusconi si sta rivelando quello che in molti temevano, una frase fatta per far stare buoni gli abitanti delle zone colpite dal sisma e niente di più.

I primi appalti per la ricostruzione sono stati affidati a due ditte del Nord nonostante l’unica impresa locale abbia fatto un’offerta economicamente più vantaggiosa offrendo uno sconto più che doppio rispetto a chi ha vinto. Si tratta di costruire le piattaforme antisismiche in cemento armato su cui poi inserire alloggi provvisori o definitivi. In un caso l’impresa vincente ha promesso di finire i lavori in anticipo, pur dovendo portare operai dal Nord e dovendoli poi alloggiare nel cantiere. E non si tratta di qualche decina di persone ma di diverse centinaia. Ma quello che più appare strano è che le relazioni tecniche presentate dall’abruzzese Imar, se pur perfettamente uguali a quelle del vincitore, hanno preso fra i voti più bassi assegnati dalla Protezione Civile.

In tanti aspettano di vedere l’Impregilo in azione, la stessa che ha costruito l’ospedale San Raffaele a L’Aquila, per chi non lo ricordasse quello crollato come un castello di sabbia.

Che gli abruzzesi hanno perso fiducia in questo esecutivo è chiaro a tutti, basta vedere la percentuale dei votanti alle ultime europee, ben inferiore al 30%. La motivazione ufficiale è che ci sono state diverse scosse, ma andando a vedere non sono state numerose e la più forte è stata di grado 2.4, avvertibile si, ma non tanto da terrorizzare una popolazione purtroppo abituata a ben peggio. Ma da un uomo che invitava ad andare tutti al mare a spese dello stato o a fare campeggio fuori stagione che cosa si ci può aspettare?

Qualcuno spera ancora che con l’arrivo del freddo non ci siano più le tende, sono gli stessi che la notte del 24 dicembre aspettano l’arrivo di Babbo Natale con le sue renne. Quello che più fa male è sentirsi abbandonati dopo l’iniziale gara di solidarietà partita da tutto il mondo, oggi l’Abruzzo fa notizia solo se qualche cantante fa un concerto di beneficenza, grazie ma abbiamo bisogno di ben altro che di una canzone per quanto bella e significativa.

6 Aprile 2009

Io non posso dimenticare.

Tu lo vuoi ?

18 giugno 2009 Posted by | L'Aquila, Politica, Terremoto | 3 commenti

Montecitorio, 16 giugno 2009

17 giugno 2009 Posted by | L'Aquila, Politica, Terremoto | Lascia un commento

I comuni della Valle

di Vincent Cimellato

Nel corso dell’ultima campagna elettorale durante un comizio l’aspirante sindaco ha detto più o meno queste parole: “Nella mia lista sono rappresentate tutte le frazioni.” E nessuno ha detto niente, anzi erano tutti contenti, perchè questo è un comune formato da un insieme di frazioni. Colledara è forse l’esempio più eclatante di questa dinamica, ci sono addirittura delle frazioni divise come Ornano Piccolo e Ornano Grande.

Quello che più m’ha fatto sorridere è che mentre i mie compaesani votavano per il rappresentante della propria frazione, mezza Europa fra cui anche noi, eleggeva il suo Parlamento comune. Gli sprechi sono inaccettabili in tempi di vacche grasse, ma quando sono magre come oggi appaiono ancor più inaccettabili.

La Valle Siciliana è composta da cinque comuni che messi insieme non raggiungono i 15.000 abitanti, popolazione minima per la quale l’esistenza di un comune assume un senso economico-finanziario. Nella Valle ci sono quindi cinque sindaci, cinque vicesindaci, cinque uffici anagrafi, cinque uffici tecnici, insomma cinque di tutto, anche le magre casse comunali sono cinque.

Perchè ?

Lo so è una domanda forse folle, ma alla quale nessuno m’ha ancora dato una risposta, o meglio nessuna risposta logica o sensata. Avere un unico comune permetterebbe non solo di risparmiare migliaia di euro l’anno ma anche e soprattutto avere servizi migliori con una burocrazia più veloce, avere un unico piano di sviluppo che coinvolga dal nostro artigianato alle energie eco-sostenibili, una programmazione comune per le nostre strade sempre più simili a percorsi per rallisti che vie adatte alle normali macchine.

Di certo non si sarebbero visti comuni inclisi nel famoso ‘cratere’ di Bertolaso a discapito di altri, forse in condizioni peggiori, che non figurano in quell’elenco.

Certo l’amministrazione dev’essere limpida e cristallina per non permettere favoritismi partigiani sempre poco graditi. Le liste civiche (parlare di partiti in realtà come la nostra ha ancora meno senso rispetto ai cinque comuni che la compongono) devono rappresentare non tutto il territorio, ma la sua espressione migliore.

Ma a questo punto mi chiedo: i nostri politici locali sono disponibili a farsi da parte per favorire il bene comune? Considerato come funzionano le nostre amministrazioni, condizionate nelle loro scelte dal favoritismo personale, sono pessimista.

13 giugno 2009 Posted by | Politica | Lascia un commento

Un Centro storico da salvare – Collettivo 99


Dal 6 aprile in poi sono stato a L’Aquila non so quante volte. Oltre alla percezione fisica di una città assolutamente stravolta, ho avuto la sensazione parlando coi suoi abitanti di un clima sociale diverso, rinnovato e in costante dinamica evoluzione.
Il 6 aprile 2009 sta a L’Aquila come l’11 settembre 2001 a New York. C’è un prima ed un dopo rispetto a una data che è una linea di demarcazione netta. Dopo il 6 aprile è come se le molte anime silenti aquilane avessero tratto dalla catastrofe forza e nuova linfa per emergere e uscire finalmente allo scoperto.
Nelle tendopoli si sono costituiti e continuano a crearsi ogni giorno nuovi comitati di cittadini. Gli aquilani vogliono essere parte attiva nel processo della ricostruzione, contribuire alle decisioni riguardanti il loro futuro abitativo e vigilare sulle spese sostenute e da sostenere sia nella ricostruzione che nella gestione dei campi da parte della Protezione Civile.
Collettivo99 è uno di questi esempi, un’associazione in grado di coagulare le competenze di molti giovani tecnici aquilani che si vogliono assumere in prima persona l’onere e la responsabilità della ricostruzione della loro città. Gli obiettivi sono chiarissimi: il collettivo ritiene che spetti e sia dovere della comunità aquilana essere artefice del proprio destino futuro, rinnegando qualsiasi intervento piovuto dall’alto o ideato e realizzato esclusivamente da competenze e manovalanze esterne.
La ricostruzione di una città non può prescindere dal suo tessuto sociale, in particolare dai giovani che la vivranno. Considerato che L’Aquila è una città universitaria, popolata soprattutto da studenti, questo principio acquisice ancora più forza. L’opposizione alle c.d. “new town” formate da casette di legno prefabbricate, realizzate in aree lontanissime dai nuclei urbani originari nasce proprio da questo assunto.

L’associazione Un centro storico da salvare sta organizzando un presidio per il 10 giugno a Roma sotto a Montecitorio per far capire quanto sia insoddisfacente il decreto redatto dal governo.

6 giugno 2009 Posted by | Terremoto | Lascia un commento

L’Aquila 3 giugno 2009

Qualche foto della manifestaione di ieri. L’ultima immagine raffigura il grande cratere davanti alla casa dello studente.






4 giugno 2009 Posted by | Terremoto | Lascia un commento

La manifestazione dei terremotati

Ieri pomeriggio a L’Aquila c’è stata la manifestazione indetta dalla provincia e dal comune per sollecitare maggiore attenzione sui temi della ricostruzione in vista dell’approvazione del decreto sul terremoto la cui discussione è prevista in Parlamento per il 15 di giugno. A livello istituzionale c’erano tutti, dai sindaci dei comuni dell’area del cratere, ai comitati di cittadini, i parlamentari abruzzesi e la presidente della Provincia de L’Aquila Stefania Pezzopane. Spiccava solo l’assenza del presidente della Regione Abruzzo, evidentemente non aveva capito che l’orientamento politico in questi casi lascia il tempo che trova.

La partecipazione non era numerosissima come mi sarei aspettato, circa mille partecipanti, ma considerato che è stata una manifestazione organizzata in fretta e furia a ridosso di un giorno festivo va bene così.

Il fronte delle amministrazioni locali è stato compatto nel chiedere che il decreto legge che verrà approvato sia quanto più esaustivo possibile nel definire l’eccezionale situazione di calamità che si è creata il 6 aprile scorso. La stima dei danni ancora provvisoria ad oggi ammonta a oltre 10 miliardi di euro, cifra che non può essere affrontata con mezzucci ridicoli come i crediti d’imposta o i proventi del Gratta e Vinci. Tutti sono stati concordi nel ritenere la tassa nazionale di scopo, come avvenuto in passato nei terremoti che colpirono l’Umbria e l’Irpinia, l’unica strada percorribile.

Solo in questo modo si eviterebbero situazioni tanto inedite quanto assurde con la creazione di cittadini di classe A e di classe B. L’Abruzzo, colpito negli ultimi anni da una gravissima crisi occupazionale, ha scelto da diversi anni di convertire il proprio modello economico andando verso l’offerta di un turismo naturalistico. La regione dei parchi è oggi meta di un turismo stanziale, improntato sulle seconde case e sugli alberghi che ruotano attorno alle sue tante aree protette. Va da sé che identificare i non residenti come cittadini di serie B non idonei a percepire il rimborso totale al pari di chi vive nelle zone sismiche equivarrebbe a dare la mazzata finale all’economia dell’intera regione.

La mobilitazione su questi e altri temi è molto forte anche all’interno dei campi, dove si sono costituiti comitati spontanei che si riuniranno con cadenza quotidiana nei prossimi giorni nonostante le resistenze della Protezione Civile che osteggia apertamente in alcune tendopoli le adunanze degli sfollati. Questo è un tema che, getta più di un’ombra sull’organizzazione di Bertolaso, emerso anche sul blog di Miss Kappa qualche giorno fa.

Al termine della manifestazione siamo entrati in corteo all’interno della zona rossa, percorrendo l’ormai tristemente famosa via XX Settembre fino a sostare davanti alla casa dello studente. Sono stati momenti molto emozionanti e di forte commozione. Per ironia della sorte gli unici muri perimetrali della palazzina che sono rimasti in piedi sono quelli sui quali si aprono le porte di emergenza. Quei quadrati verdi con i maniglioni antipanico ora irridono beffardi dall’alto un cumulo di macerie su cui sono poggiate delle corone di fiori.

Stasera, appena ho un attimo di tempo, posterò qualche foto

4 giugno 2009 Posted by | Terremoto | Lascia un commento

3 giugno 2009, ore 16,30 tutti a L’Aquila

Domani pomeriggio manifestazione alla Villa Comunale a L’Aquila per sollecitare maggiore attenzione da parte del Parlamento che sta per approvare il decreto sul Terremoto, la legge quadro su cui poggerà la ricostruzione di L’Aquila e degli altri comuni colpiti dal sisma.

I fondi messi a disposizione finora sono ridicoli e le prospettive sono davvero preoccupanti. Dopo la manifestazione di sabato è importante che ci sia un coinvolgimento crescente che sfocerà verosimilmente in una grande manifestazione che si terrà a Roma in concomitanza con l’approvazione del decreto in Parlamento.

2 giugno 2009 Posted by | Terremoto | Lascia un commento