vallesiciliana.it

Notizie locali e altro

Corno Grande – Spigolo SSE

Lungo la via

Itinerario abbastanza facile ma mai banale, si sviluppa a cavallo fra la levigata parete Est e i tormentati canali a Sud della vetta più alta del massiccio del Gran Sasso. Ottimo banco di prova per chi ha voglia di cominciare a cimentarsi con salite di ampio respiro in montagna. Ne consegue che è una delle vie più ripetute nel massiccio. D’inverno si trasforma in una interessante ascensione di misto.

Avvicinamento

Dal piazzale di Campo Imperatore si percorre il sentiero estivo che conduce alla Sella di Monte Aquila da dove si prosegue in direzione del Corno Grande fin sotto all’attacco della direttissima. Giunti poco oltre il Sassone si arriva ad un bivio, si va a destra percorrendo il tratto iniziale del sentiero che conduce al bivacco Bafile. Si attraversano due canali in successione fino ad arrivare sotto all’evidente spigolo SSE, poco prima di un tratto attrezzato con scaletta metallica.

Spigolo SSE e tracciato della via

Relazione di via

Si risale per qualche decina di metri il canale appena a sinistra dello spigolo, fra placchette appoggiate e pietrisco fino ad arrivare ad imboccare un’evidentissima rampa che sale obliqua da sinistra a destra fin sul filo dello spigolo dove c’è un comodo terrazzino attrezzato con uno spit.

Dal terrazzino si percorre una fessura di III+ che conduce ad una prima comoda sosta con spit e cordoni. Il secondo tiro di II° conduce ad un terrazzino dal quale si scende obliquando verso sinistra su una cengetta pietrosa (terzo tiro) fino ad entrare in un grande diedro solcato da una grossa fessura al centro (sosta con spit). Lo si risale con un bel tiro di IV° (quarto tiro) fino ad uscire su una cengetta più esile (sosta su spit sulla destra). Si abbandona il diedro fessurato per salire su placchete appoggiate (tratti di IV°) fino ad una sosta su chiodi situata sopra alla caratteristica protuberanza del “Naso” (quinto  tiro). Da qui si continua per un tiro facile (II° e III°) fino ad una sosta con spit e cordoni di calata sul filo dello spigolo (sesto tiro). Dalla sosta si prende subito un evidente fessura (passi di V°-) nella quale si trovano infissi diversi chiodi (il primo chiodo ad anello che si incontra risulta inutilizzabile in quanto l’anello è ripiegato nella fessura), dopo questo che è il tratto “chiave” la via si appoggia decisamente e con altri due tiri si esce sull’anticima del Corno Grande incontrando sulla destra gli spit dell’ultima sosta di un itinerario della parete Est.

Non rimane che percorrere le poche decine di metri che vi separano dalla croce di vetta e scendere a valle scegliendo fra la Direttissima (opzione più veloce), la cresta Ovest (opzione più panoramica) oppure la normale.

Annunci

25 luglio 2010 Posted by | Alpinismo | | Lascia un commento

Pietra Rotonda

L'inizio del sentiero partendo dal versante di Farindola

Pur non ricandendo propriamente all’interno della Valle Siciliana, questa falesia è molto frequentata dai praticanti della zona. Mèta tipicamente estiva, si trova a mille metri di quota nel fresco di una faggeta sulle pendici del Monte Coppe nei pressi di Rigopiano.

Accesso
Pietra Rotonda è raggiungibile in due modi:
1) Per chi proviene dalla Valle Siciliana conviene seguire la strada che da Castelli prosegue verso Rigopiano, poco dopo il bivio per Arsita e prima di un’evidente strettoia dovuta ad una frana si incontra sulla sinistra una sterrata che si inoltra nel bosco. Parcheggiata l’auto ci si incammina seguendo a lungo la sterrata immersi nella frescura della faggeta, giunti poco oltre il Colle dei Cavatori si seguono dei radi segni nel bosco che scendono fra gli alberi fino ad arrivare all’evidente Pietra Rotonda. Questa opzione richiede poco meno di un’ora di cammino per arrivare alla falesia.
2) Per chi proviene dall’Aquila conviene seguire la strada per Castel del Monte e Vado di Sole. Giunti al bivio per Rigopiano si prosegue in discesa verso Farindola per un paio di chilometri fino ad incontrare nei pressi di una curva a destra una sterrata che si inoltra verso sinistra. Dopo qualche chilometro la sterrata diviene asfaltata, invece di proseguire in discesa sull’asfalto si svolta a sinistra percorrendo in salita un’altra sterrata che conduce nei pressi di un agriturismo. Poco prima di giungere a quest’ultimo si svolta a sinistra su una carrareccia in salita e si parcheggia.
Ci si incammina inoltrandosi verso destra oltrepassando una recinzione in filo spinato, si attraversa una prima radura e si prosegue sull’evidente sentiero fino ad entrare nella faggeta. A questo punto si comincia a salire in obliquo fra gli alberi seguendo degli evidenti triangoli gialli fino ad arrivare sotto alla falesia. Questa opzione richiede 20 minuti di cammino circa.

Caratteristiche
La roccia è quella classica del Gran Sasso, con predilezione di placche tecniche sulle quali spalmare le scarpette alla ricerca della massima aderenza. Non mancano singoli tratti un pochino più strapiombanti sormontati da buchi. La chiodatura realizzata da Carlo Assogna è ottima e la lunghezza media delle vie quasi sempre ben oltre i 20 metri.
La quota e l’ombra costante degli alberi nella parte bassa delle vie ne fanno una meta ideale nelle giornate estive ed in quelle più calde in primavera ed autunno.

N.B. A sinistra di “Arsita” ci sono altre due vie di IV° grado senza nome lunghe 28 metri circa. L’11 luglio 2010 la più sinistra delle due presentava poco prima del penultimo spit un enorme masso in bilico, conviene attendere che venga giù prima di ripetere la via.


Elenco non esaustivo delle vie.

Nome
via
Difficoltà Lunghezza
in metri
Protezioni
Arsita IV 28 12
Paola 5a 25 10
Castestelli 5b 28 10
Devuska 5b 28 11
Fusy
Bayon
5c 28 11
Placcatevi 5c 28 10
Incognita 6a+ 30 11
Api
cattive
5c 28 10
Shamagna 6c 26 9
Hatria 6b 23 8
Frutti
di bosco
6a 22 8
Ticinesi 6a 22 8
Taxi 6a 21 8
Fufi 6b+ 20 8
Duca 6a 20 8
Metamorfosi 6c 20 9
Passo
di danza
6b 20 8
Pinzare 6b 19 9
Diedro 5c 19 8

16 luglio 2010 Posted by | Arrampicata | Lascia un commento

Risistemata la falesia del Sasso di Pretara


Grazie al prezioso lavoro di Lino Di Marcello e dell’immancabile Nino Carlini la falesietta del Sasso di Pretara ha acquistato un nuovo volto. Alla notoria facilità di accesso e al clima fresco e favorevole anche nei pomeriggi estivi, grazie all’ombreggiatura degli alberi e al vicino ruscello, ora si aggiungono alcune piacevoli novità.

Le vie sono state tutte riattrezzate con fittoni resinati e le soste tutte rinforzate con catene e moschettoni nuovi. Anche l’ultima via dedicata allo sfortunato Paolo Verzilli, climber locale deceduto nel terremoto di L’Aquila, è perfettamente particabile e ha ottenuto il grado 6a. Sotto alle vie sono stati sistemati i terrazzamenti che sono stati riempiti di breccia che eviterà il formarsi della fastidiosa fanghiglia che si formava a ridosso delle giornate di pioggia.

L’arrampicata è quella di sempre, su roccia strapiombante molto lavorata e piena di buchi e buchetti di ogni dimensione. Brevi passaggi di forza mettono a dura prova i bicipiti dei meno allenati. Di seguito l’elenco delle vie:

Nome via Difficoltà Lunghezza in metri Protezioni
Lo sforzo sia con voi 6a 8 5
La sud del camicia 7a+ 10 5
Pino la rana 6b 10 5
El topo 6a+ 15 5
El ghiro 5c 15 5
Linus 5c+ 10 5
Shwis 5c 10 5
Emmentaler 5b 10 5
Groviera 6a+ 10 5
Cross 6a 8 4
Monodito 5c 8 4
Nino 5a 8 4
Facile IV° 6 3
Dedicata a Paolo 6a 6 3
Sveltina 6a+ 6 3
Manolo non ci sale 6c 6 3
Aspis 6a 6 3

21 giugno 2010 Posted by | Arrampicata | | Lascia un commento

Scialpinisti in Pullman

Le grandi traversate del Gran Sasso: un servizio di pullman per tutti gli appassionati della montagna invernale.

Il prossimo inverno la neonata S/Sezione del Club Alpino Italiano di Pietracamela prende in carico il servizio di trasporto per gli appassionati della maggiore montagna abruzzese.

L’iniziativa, promossa e sostenuta negli scorsi tre anni dalla “Gran Sasso Teramano S.p.A.”, riproposta dal prossimo anno dalla neonata Sezione del C.A.I. di Pietracamela, sempre perseguendo il fine di promuovere il turismo invernale e rendere possibile a chi compia la traversata da Campo Imperatore ai Prati di Tivo di essere riaccompagnato comodamente a Fonte Cerreto, base della Funivia.

Negli scorsi anni si è registrata una media di 250 passeggeri a stagione, con una flessione nel 2009 dovuta alla sospensione del servizio in seguito al sisma del 6 aprile, che ha colpito così duramente il nostro territorio

Del servizio di pullman Prati di Tivo – Fontecerreto potranno avvalersi tutti: gruppi di privati o guide alpine con i propri clienti; sezioni CAI in escursione sociale e singoli appassionati di scialpinismo, telemark o racchette da neve.

Quelle qui di seguito sono le più interessanti gite che vedranno tornare utile il servizio:

  • la prima, la regina della traversate è sicuramente l’impegnativa Traversata Alta, che dal versante dell’Aquila sale al Corno Grande e scende ai Prati di Tivo per il Calderone ed il Vallone delle Cornacchie o quello dei Ginepri.
  • poi c’è la meravigliosa e più facile Traversata Bassa che ai Prati di Tivo porta attraverso Campo Pericoli e la Val Maone.
  • oppure c’è la lunga, fantastica, unica Traversata della Provvidenza, itinerario di gran classe attraverso il cuore del gruppo, su e giù per i valichi d’alta montagna dalla Sella di Monte Aquila alla Sella dei Grilli e dalla  Sella di Monte Corvo fino al Lago della Provvidenza.
  • infine ricordiamo il difficile itinerario che da Campo Imperatore sale al Corno Grande e quindi scende per il versante ovest ed il vertiginoso Primo Scrimone, concludendo la discesa in Val Maone e di qui ai Prati di Tivo.

Modalità, date ed orari.

Il servizio sarà effettuato con pullman di capacità variabile dai 15 ai 50 posti, tutte le domeniche da inizio marzo a metà maggio, con partenza dal Piazzale Amorocchi ai Prati di Tivo alle ore 15.30, e arrivo previsto a Fontecerreto per le ore 17.30 (via Montorio e A24).

N.B. Questa iniziativa, come del resto tutte quelle del Club Alpino Italiano, non ha scopo di lucro né carattere commerciale, ma ha il solo fine di creare nuove opportunità e promuovere la montagna abruzzese in uno dei suoi aspetti più affascinanti, quello invernale appunto.

Le date proposte:

Marzo            domenica 7, 14, 21 e 28

Aprile            lunedì 5 (Pasquetta), domenica 11, 18, 25

Maggio         domenica 2, 9, 16

Per informazioni potete rivolgervi a info@caipietracamela.it

24 febbraio 2010 Posted by | Itinerari, Scialpinismo, Varie | Lascia un commento

Un inverno particolare

Nei pressi della cresta sommitale di Colle Pelato

L’inverno pare che quest’anno non abbia alcuna intenzione di arrivare. Poco gelo, tanta pioggia e soprattutto pochissima neve.

Solitamente dalle nostre parti si possono cominciare a calzare gli sci i primi di dicembre, a volte anche prima, ma quest’anno la neve è talmente poca che finora il sottoscritto non ha compiuto nemmeno una gita con le pelli di foca. In oltre vent’anni di attività scialpinistica è la prima volta che mi succede di arrivare a gennaio senza aver ancora messo gli sci.

In compenso queste giornate miti permettono ancora di effettuare belle camminate e di incamerare buoni dislivelli sui sentieri della nostra valle. Il primo dell’anno sono salito a Colle Pelato partendo da Forca di Valle. Nella parte sommitale, sopra al caratteristico mammellone eroboso di Piana Grande (quello che tutti conoscono e chiamano “lu ncuume”) mi sono divertito a inforcare un bel canale erboso che conduce in cima a due passi dalla vetta. La mini bufera di neve e vento che mi ha colto mentre uscivo sulla cresta sommitale è stato uno dei tanti messaggi che la montagna ogni tanto lancia all’uomo, “occhio che qui comando io, tu sei solo di passaggio”. La foto in apertura e quella qui sotto sono due testimonianze di quelle 3 ore scarse iniziate tanto per fare una sgambatina per smaltire il cenone di capodanno e terminate completamente zuppo e infreddolito.

Il ripido canale erboso che conduce verso la cima di Colle Pelato

Il giorno dopo sono salito al Cimone di Santa Colomba. Anche qui, mentre salivo verso la vetta nel bosco sopra alla chiesetta, è arrivata la classica botta di neve e vento. Memore del freddo patito il giorno prima ho girato subito i tacchi e mi sono diretto verso il magnifico affaccio sulla Fossaceca. Ho fatto un po’ di foto e ho girato questo mini video. Non aggiungo altro, chi c’è stato conosce già le sensazioni uniche che questo posto sa regalare. Agli altri spero venga curiosità e voglia di andare a dare un’occhiata, la solitudine e il senso di selvaggia bellezza di questo posto lo meritano.

5 gennaio 2010 Posted by | Itinerari | , | 3 commenti

Scialpinismo in Appennino 2010

Locandina 2010small

Sta per riprendere la stagione scialpinistica sull’Appennino. In attesa che la neve cada copiosa sulle nostre montagne cominciamo a segnarci le date dei consueti raduni magistralmente organizzati da Luca Mazzoleni e Angelo Grilli. Quest’anno oltre alla formula classica del raduno c’è anche quella dell’alta via che promette di essere parecchio interessante.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.scialpinismoinappennino.it

Buone sciate a tutti.

15 novembre 2009 Posted by | Scialpinismo | | Lascia un commento

Il Sasso di Pretara

sassopretara

A due passi dalle case di  Pretara, piccola frazione di Isola del Gran Sasso, sull’argine del torrente Ruzzo c’è un grosso masso erratico. E’ uno di quei massi che ogni alpinista sogna di avere in giardino. Un blocco di calcare alto una quindicina di metri sul lato più elevato e 7-8 in quello più basso. Su di esso si concentrano una quindicina di vie di varia difficoltà distribuite su tre lati. Ci si va soprattutto d’estate, quando l’ombra degli alberi e il fresco del torrente assicurano un po’ di fresco praticamente per tutto il giorno. L’arrampicata è soprattutto di forza, abbondano gli strapiombi, caratteristica che rende il luogo ideale per allenare la resistenza fisica.

Di seguito un elenco delle principali vie che solcano la struttura che fino a qualche tempo fa era conosciuta soprattutto fra i pochi arrampicatori della Valle Siciliana. Ultimamente, anche a causa della chiusura della Rocca dei Borboni a Civitella del Tronto, l’afflusso da fuori zona si è fatto più numeroso.

Nome via Difficoltà Lunghezza in metri Protezioni
Lo sforzo sia con voi 6a 8 5
La sud del camicia 7a+ 10 5
Pino la rana 6b 10 5
El topo 6a+ 15 5
El ghiro 5c 15 5
Linus 5c+ 10 5
Shwis 5c 10 5
Emmentaler 5b 10 5
Groviera 6a+ 10 5
Cross 6a 8 4
Monodito 5c 8 4
Nino 5a 8 4
Facile IV° 6 3
Dedicata a Paolo 6a 6 3
Sveltina 6a+ 6 3
Manolo non ci sale 6c 6 3
Aspis 6a 6 3

9 settembre 2009 Posted by | Arrampicata, Itinerari | | 9 commenti

I sentieri e le ferrate del Gran Sasso sono percorribili

Le buone notizie non sono mai troppe.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo comunicato che rassicura sulla percorribilità dei sentieri e delle ferrate del Gran Sasso.

ricci

Sentieri e ferrate del Gran Sasso.

Comunicato della Sottosezione CAI di Pietracamela

Sezione di Isola del Gran Sasso

Il terremoto dello scorso aprile e le scosse che si sono susseguite non hanno danneggiato alcun sentiero né le vie ferrate del Gran Sasso, che, salvo poche variazioni, sono nella situazione in cui erano negli scorsi anni.

Successivamente ad un comunicato in data 21 luglio del Presidente della Sezione C.A.I. di Teramo che sconsigliava di percorrere alcune ferrate lo stato di alcuni itinerari attrezzati è in fase di verifica. Infatti già da diversi anni molte staffe distanziatrici sono state spezzate dal peso della neve e alcuni fittoni di ancoraggio sono fuoriusciti.

Per ovviare a tale stato di fatto su iniziativa del C.A.I. Abruzzo nei prossimi giorni vi sarà una verifica della situazione e saranno di conseguenza affidati rapidamente i lavori di manutenzione delle vie ferrate Danesi e Ventricini al Corno Piccolo e Ricci alla Vetta Orientale del Corno Grande.

Riguardo il sentiero attrezzato Ricci all’Orientale in occasione della gita sociale della S/Sezione C.A.I di Pietracamela del 12 luglio scorso sono stati rinfrescati i vecchi e stinti bolli bianco rossi che segnano l’itinerario, approfittando anche per rinnovare i bolli della Via Normale che dal Calderone alla Vetta Orientale sale. Un piccolo atto concreto, secondo i principi di volontariato del Club Alpino Italiano.

Luca Mazzoleni

Reggente della Sottosezione

27 luglio 2009 Posted by | Difficoltà EE, Itinerari, Terremoto | 2 commenti

Lu gir de lu Ncuume

Torniamo a parlare di itinerari e di percorsi nella nostra bella valle. Lo facciamo con un percorso panoramico ideale nei mesi meno caldi dell’anno quando ci si immerge nella fioritura dei campi o si può ammirare il cambio della livrea degli alberi.

I paesi di Forca di Valle e Cerchiara sono sormontati da un’ampia zona di pascoli addossati ai pendii sommitali del Montagnone. La zona è generalmente piuttosto ripida eccetto per la sommità di un grosso collinone erboso chiamato localmente “Lu Ncuume”, situato proprio dirimpetto al paretone del Corno Grande è uno dei più bei belvedere della valle.

Partenza e arrivo: Isola del Gran Sasso (400 m.).

Dislivello: 800 metri

Tempo di salita: 2,30 ore circa

Tempo di discesa: 1,30 ore circa

Difficoltà: E Itinerario che si sviluppa quasi completamente su strade sterrate.

I più pigri possono cominciare a camminare da Forca di Valle o da Cerchiara, ma io consiglio di partire da Isola, incamminarsi dal fondo della valle aiuta a percepire meglio i diversi aspetti di questo itinerario.

Dal centro storico di Isola del Gran Sasso ci si dirige verso l’ufficio postale e si risale la stradina alle sue spalle che ben presto si trasforma in una mulattiera lastricata di pietre. Il sentiero conduce in breve tempo sulla strada asfaltata che sale alla frazione di Cesa di Francia. Si prosegue sull’asfalto per qualche decina di metri fino a imboccare un’evidente carrareccia che scende sulla sinistra. La stradina sterrata si sviluppa fra campi coltivati arrivando ad un bivio nei pressi di una casa abitata solo nei mesi estivi, qui si svolta a destra in decisa salita su fondo pietroso raggiungendo in breve tempo i ruderi dell’antico convento di San Valentino.

Dai ruderi si continua sulla sterrata principale per un centinaio di metri circa fino ad incrociare sulla destra un sentiero segnato che si inoltra in mezzo alle querce. Un tratto di ripido sentiero conduce nei pressi dell’autostrada che si supera passando sotto ad essa per mezzo di un cunicolo lastricato in cemento. Si risale costeggiando sulla destra un campo coltivato per raggiungere una mulattiera a mezzacosta che si prende verso destra raggiungendo così le prime case di Forca di Valle.

Invece di percorrere la strada asfaltata che sale con ampi tornanti, si segue il ripido sentiero che risale fra le case del paese. Arrivati nella parte alta dell’abitato, a ridosso di un fontanile, c’è un bivio dove si svolta a sinistra e si prosegue seguendo i cartelli di legno del parco. Questo tratto è molto ripido, si passa accanto alla Fonte del Peschio, un grosso masso dal quale sgorga dell’acqua, e si arriva alla sella di Piana Lunga che si apre davanti ai pendii sommitali del Montagnone.

Dalla sella ci si dirige a sinistra su prati e in breve tempo si arriva in cima alla sommità di un grosso collinone erboso, Lu Ncuume appunto. Dopo una doverosa pausa per godere del magnifico panorama sul massiccio del Gran Sasso e su tutta la Valle Siciliana non resta che scendere seguendo senza via obbligata i prati che scendono verso Est. Man mano che ci si inoltra verso l’abitato di Cerchiara si nota la presenza di una esile traccia in mezzo all’erba che si fa sempre più evidente.

La traccia ad un certo punto interseca la strada sterrata che collega Cerchiara con la Fonte Chiavatteri, si prende quest’ultima verso sinistra e in breve si giunge in paese. Non rimane che scendere fra le case per andare a percorrere la carrareccia che porta ai ruderi di San Valentino e da qui di nuovo a Isola del Gran Sasso.

29 maggio 2009 Posted by | Difficoltà E, Dislivello 800 metri | Lascia un commento

Maratona della Valle Siciliana

Domenica 4 ottobre a Isola del Gran Sasso si terrà la prima edizione della Maratona della Valle Siciliana, una gara di trailrunning sui sentieri del versante teramano del Gran Sasso. Il trailrunning è un’attività sportiva in larga espansione che coniuga sullo stesso piano escursionismo e podismo, il trailer infatti è essenzialmente un escursionista che corre, che ama stare in mezzo alla natura e predilige correre immerso in contesti ambientali di particolare pregio e bellezza. Nel 2008 il calendario Parks Trail, l’associazione che coordina le competizioni trail nel centro Italia, ha avuto la presenza di oltre 3.000 atleti, più del doppio rispetto all’anno precedente.
La competizione che si terrà ad Isola del Gran Sasso sarà il coronamento di un’altra annata particolarmente ricca che farà seguito ad un calendario Parks Trail che quest’anno prevede ben 24 tappe disseminate fra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria ed Emilia Romagna.
L’ecomaratona della Valle Siciliana andarà a formare un formidabile duetto abruzzese con la prestigiosa Ecomaratona dei Marsi, la più vecchia nel suo genere in Italia e che ogni anno porta a Collelongo migliaia di appassionati da tutto il mondo.
La competizione si svilupperà su un grande anello di 42 chilometri, classica distanza della maratona, e toccherà i luoghi paesaggisticamente più belli dell’alta Valle Siciliana.
L’evento, organizzato dall’associazione Parks Trail e che vede il patrocinio del Comune di Isola del Gran Sasso, coinvolge molte associazioni locali tra le quali il Club Alpino Italiano, la Croce Bianca e l’Associazione Nazionale Alpini. Questa nuova formula di promozione del territorio, oltre a mettere in luce la bellezza di questa zona dell’Abruzzo promuoverà la specificità dei suoi prodotti. I premi consegnati ai vincitori, come da tradizione consolidata nelle gare Parks Trail, non saranno in denaro ma prodotti tipici locali.
Informazioni sulla manifestazione saranno disponibili anche sul sito http://www.parkstrail.it/ o telefonando agli organizzatori al 328 2268506

Descrizione
Partenza (e arrivo) ad Isola dalla piazza del municipio, dove verrà sistemato l’arco della partenza e si terranno tutte le operazioni preliminari alla gara e il pasta party organizzato dall’Associazione Nazionale Alpini al termine della competizione. Gli atleti compiranno inizialmente un giro completo del paese ad andatura controllata per permettere alla popolazione di partecipare all’evento.
Effettuato il primo giro verrà dato il via vero e proprio e dalla piazza gli atleti rifaranno il giro passando per il ponte sul Mavone, Via Roma, scenderanno all’edicola, attraverseranno il ponte sul Ruzzo e da qui volteranno a destra per dirigersi a Santa Lucia dove prenderanno la sterrata che costeggia il fiume fino a Cipollone. Qui risaliranno la strada sterrata che va alle prese dell’acquedotto e prima di arrivare a quest’ultimo imboccheranno il sentiero che proviene da San Pietro e riscenderanno a Isola.
Tornati nel centro abitato si dirigeranno verso Cesa di Francia percorrendo una vecchia strada sterrata dalla quale svolteranno a sinistra verso le rovine della vecchia masseria di San Valentino e poi proseguiranno fin sotto all’abitato di Cerchiara da dove prenderanno la crrareccia che passa sotto all’autostrada e che conduce a Forca di Valle. L’abitato di Forca verrà risalito mantenendosi su una stradina sterrata che passa fra le case del paese per poi proseguire su una ripida carrareccia pietrosa che porterà i partecipanti a raggiungere la quota più elevata del percorso a Sella di Piana Lunga .
Qui, a 1.200 metri di quota, correranno in discesa su ampi prati con scorci panoramici notevoli sull’imponente paretone del Corno Grande e su tutta la valle Siciliana. Riscesi di quota si dirigeranno su una traccia evidente che li condurrà sopra alla cascata di Biselli nei pressi della Fonte dei Chiavattieri dove troveranno l’unico ristoro del percorso. Personale preposto somministrerà acqua, sali minerali e bevande in genere.
A questo punto la gara prosegue sul tracciato del Canale di Gronda, opera titanica costruita all’inizio del XX secolo per la captazione delle acque. Il percorso d’ora in poi si svolgerà praticamente sempre all’ombra delle grandi faggete che ricoprono il versante settentrionale del massiccio del Gran Sasso. Gli atleti raggiungeranno la chiesetta di San Nicola e poi scenderanno al paese omonimo dove troveranno il segnale di metà percorso. Il percorso di gara continua seguendo il tracciato della sterrata dell’ex cantiere autostradale che ricondurrà sul canale di gronda e successivamente risalirà al passo dei Caprai da dove si prosegue sulla sterrata che supera la pineta di San Pietro e conduce alle Piane del Fiume.
Da qui un sentierino conduce in salita verso la cascata del Mescatore per poi prendere in discesa la strada dell’acquedotto del Ruzzo che si percorre per un breve tratto in discesa fino a voltare a destra sul primo tratto del sentiero che sale alla Fonte del Peschio.
Al primo tornante verso destra si abbandona il sentiero principale e si va dritti su per percorrere il tratto del Sentiero Italia che porta al Lago di Pagliara da dove si imbocca la strada sterrata che scende verso San Massimo, prima di arrivare in quest’ultimo centro abitato si prende una deviazione per la Madonna della Spina e da qui si rientra a Isola.

Itinerario da corsa 98414 – powered by Runmap

11 febbraio 2009 Posted by | Trail | Lascia un commento