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Lettera aperta al Segretario del PD

Caro Segretario

chi le scrive non è un iscritto al suo partito, ma un semplice uomo che ha sempre creduto nella sinistra. A credere in quegli ideali che furono di Berlinguer me l’ha insegnato mio padre, lui si tesserato e pure iscritto alla CGIL. Oggi no va più a votare più deluso di me.

Ho letto che non avete accettato l’iscrizione al partito di Beppe Grillo, e di ciò sono sinceramente dispiaciuto. Non che consideri il mio concittadino la medicina per tutti i mali della sinistra, solo credo che chi non accetti una sfida è perchè ha paura di perderla.

E subito penso a Fassino ed ai suoi sei mandati,la moglie ne ha sette ma non ricordo mai il nome, che si ritroverebbe disoccupato, visto che ha fatto della politica il suo mestiere, e che con Grillo finirebbe la sua ingloriosa carriera. Certo ci sarebbe sempre la pensione da ex parlamentare che non è proprio una minima, ma si sa il potere ha un fascino particolare.

Ma penso anche a tutti quelli che hanno seguito il suo ‘malsano’ esempio, tutte quelle persone che pensano solo alla loro piccolo o grande poltrona, e poco importa se siamo all’opposizione dopo aver fatto parte di un governo di raro immobilismo, indulto escluso.

Negli altri paesi quando si perde si ci ritira dalla vita pubblica, a Gore è anche andata bene visto che ha vinto un Nobel, da noi invece si rimane sempre e comunque, come del resto sta facendo lei dopo le elezioni europee, vinte più dall’astensionismo che dalla destra, ma certo perse dal suo partito.

Ecco caro Segretario, la domanda che le rivolgo è forse fin troppo banale e scontata, ma è l’unica che le vorrei fare.

Avete tanto da perdere con Grillo come segretario ?

Avete così tanta paura di tornare a quegli ideali in cui dite d’identificarmi, ma dai quali a livello pratico state ben distanti, e parlo di libertà d’informazione, di ‘pulizia’ in parlamento, di ‘no’ al nucleare e agli inceneritori, di solidarietà reale e non assistenzialismo, di diritti ai lavoratori, di un sistema giudiziario che non solo funzioni ma punisca chi infrange la legge, di pace e non di missioni di pace.

In altre paura avete così paura di essere di sinistra ?

In attesa di una sua risposta.

Distinti saluti

Vincent Cimellato

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16 luglio 2009 Posted by | Varie | Lascia un commento

Chi ricostruirà l’Abruzzo ?

La promessa di una ricostruzione affidata ad imprese del luogo fatta dal primo ministro Silvio Berlusconi si sta rivelando quello che in molti temevano, una frase fatta per far stare buoni gli abitanti delle zone colpite dal sisma e niente di più.

I primi appalti per la ricostruzione sono stati affidati a due ditte del Nord nonostante l’unica impresa locale abbia fatto un’offerta economicamente più vantaggiosa offrendo uno sconto più che doppio rispetto a chi ha vinto. Si tratta di costruire le piattaforme antisismiche in cemento armato su cui poi inserire alloggi provvisori o definitivi. In un caso l’impresa vincente ha promesso di finire i lavori in anticipo, pur dovendo portare operai dal Nord e dovendoli poi alloggiare nel cantiere. E non si tratta di qualche decina di persone ma di diverse centinaia. Ma quello che più appare strano è che le relazioni tecniche presentate dall’abruzzese Imar, se pur perfettamente uguali a quelle del vincitore, hanno preso fra i voti più bassi assegnati dalla Protezione Civile.

In tanti aspettano di vedere l’Impregilo in azione, la stessa che ha costruito l’ospedale San Raffaele a L’Aquila, per chi non lo ricordasse quello crollato come un castello di sabbia.

Che gli abruzzesi hanno perso fiducia in questo esecutivo è chiaro a tutti, basta vedere la percentuale dei votanti alle ultime europee, ben inferiore al 30%. La motivazione ufficiale è che ci sono state diverse scosse, ma andando a vedere non sono state numerose e la più forte è stata di grado 2.4, avvertibile si, ma non tanto da terrorizzare una popolazione purtroppo abituata a ben peggio. Ma da un uomo che invitava ad andare tutti al mare a spese dello stato o a fare campeggio fuori stagione che cosa si ci può aspettare?

Qualcuno spera ancora che con l’arrivo del freddo non ci siano più le tende, sono gli stessi che la notte del 24 dicembre aspettano l’arrivo di Babbo Natale con le sue renne. Quello che più fa male è sentirsi abbandonati dopo l’iniziale gara di solidarietà partita da tutto il mondo, oggi l’Abruzzo fa notizia solo se qualche cantante fa un concerto di beneficenza, grazie ma abbiamo bisogno di ben altro che di una canzone per quanto bella e significativa.

6 Aprile 2009

Io non posso dimenticare.

Tu lo vuoi ?

18 giugno 2009 Posted by | L'Aquila, Politica, Terremoto | 3 commenti

I comuni della Valle

di Vincent Cimellato

Nel corso dell’ultima campagna elettorale durante un comizio l’aspirante sindaco ha detto più o meno queste parole: “Nella mia lista sono rappresentate tutte le frazioni.” E nessuno ha detto niente, anzi erano tutti contenti, perchè questo è un comune formato da un insieme di frazioni. Colledara è forse l’esempio più eclatante di questa dinamica, ci sono addirittura delle frazioni divise come Ornano Piccolo e Ornano Grande.

Quello che più m’ha fatto sorridere è che mentre i mie compaesani votavano per il rappresentante della propria frazione, mezza Europa fra cui anche noi, eleggeva il suo Parlamento comune. Gli sprechi sono inaccettabili in tempi di vacche grasse, ma quando sono magre come oggi appaiono ancor più inaccettabili.

La Valle Siciliana è composta da cinque comuni che messi insieme non raggiungono i 15.000 abitanti, popolazione minima per la quale l’esistenza di un comune assume un senso economico-finanziario. Nella Valle ci sono quindi cinque sindaci, cinque vicesindaci, cinque uffici anagrafi, cinque uffici tecnici, insomma cinque di tutto, anche le magre casse comunali sono cinque.

Perchè ?

Lo so è una domanda forse folle, ma alla quale nessuno m’ha ancora dato una risposta, o meglio nessuna risposta logica o sensata. Avere un unico comune permetterebbe non solo di risparmiare migliaia di euro l’anno ma anche e soprattutto avere servizi migliori con una burocrazia più veloce, avere un unico piano di sviluppo che coinvolga dal nostro artigianato alle energie eco-sostenibili, una programmazione comune per le nostre strade sempre più simili a percorsi per rallisti che vie adatte alle normali macchine.

Di certo non si sarebbero visti comuni inclisi nel famoso ‘cratere’ di Bertolaso a discapito di altri, forse in condizioni peggiori, che non figurano in quell’elenco.

Certo l’amministrazione dev’essere limpida e cristallina per non permettere favoritismi partigiani sempre poco graditi. Le liste civiche (parlare di partiti in realtà come la nostra ha ancora meno senso rispetto ai cinque comuni che la compongono) devono rappresentare non tutto il territorio, ma la sua espressione migliore.

Ma a questo punto mi chiedo: i nostri politici locali sono disponibili a farsi da parte per favorire il bene comune? Considerato come funzionano le nostre amministrazioni, condizionate nelle loro scelte dal favoritismo personale, sono pessimista.

13 giugno 2009 Posted by | Politica | Lascia un commento