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I comuni della Valle

di Vincent Cimellato

Nel corso dell’ultima campagna elettorale durante un comizio l’aspirante sindaco ha detto più o meno queste parole: “Nella mia lista sono rappresentate tutte le frazioni.” E nessuno ha detto niente, anzi erano tutti contenti, perchè questo è un comune formato da un insieme di frazioni. Colledara è forse l’esempio più eclatante di questa dinamica, ci sono addirittura delle frazioni divise come Ornano Piccolo e Ornano Grande.

Quello che più m’ha fatto sorridere è che mentre i mie compaesani votavano per il rappresentante della propria frazione, mezza Europa fra cui anche noi, eleggeva il suo Parlamento comune. Gli sprechi sono inaccettabili in tempi di vacche grasse, ma quando sono magre come oggi appaiono ancor più inaccettabili.

La Valle Siciliana è composta da cinque comuni che messi insieme non raggiungono i 15.000 abitanti, popolazione minima per la quale l’esistenza di un comune assume un senso economico-finanziario. Nella Valle ci sono quindi cinque sindaci, cinque vicesindaci, cinque uffici anagrafi, cinque uffici tecnici, insomma cinque di tutto, anche le magre casse comunali sono cinque.

Perchè ?

Lo so è una domanda forse folle, ma alla quale nessuno m’ha ancora dato una risposta, o meglio nessuna risposta logica o sensata. Avere un unico comune permetterebbe non solo di risparmiare migliaia di euro l’anno ma anche e soprattutto avere servizi migliori con una burocrazia più veloce, avere un unico piano di sviluppo che coinvolga dal nostro artigianato alle energie eco-sostenibili, una programmazione comune per le nostre strade sempre più simili a percorsi per rallisti che vie adatte alle normali macchine.

Di certo non si sarebbero visti comuni inclisi nel famoso ‘cratere’ di Bertolaso a discapito di altri, forse in condizioni peggiori, che non figurano in quell’elenco.

Certo l’amministrazione dev’essere limpida e cristallina per non permettere favoritismi partigiani sempre poco graditi. Le liste civiche (parlare di partiti in realtà come la nostra ha ancora meno senso rispetto ai cinque comuni che la compongono) devono rappresentare non tutto il territorio, ma la sua espressione migliore.

Ma a questo punto mi chiedo: i nostri politici locali sono disponibili a farsi da parte per favorire il bene comune? Considerato come funzionano le nostre amministrazioni, condizionate nelle loro scelte dal favoritismo personale, sono pessimista.

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13 giugno 2009 - Posted by | Politica

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