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Un terremoto perimetrato

Leggendo i giornali nazionali pare che l’emergenza di questi giorni sia confinata all’aquilano. Si fa un gran parlare della Valle dell’Aterno, si sente parlare spesso della zona di Campotosto e qualche volta dell’altipiano delle Rocche. Sul resto c’è un silenzio quasi assordante. E’ come se il terremoto avesse spiegato la sua forza distruttrice entro dei limiti geografici ben definiti. Eppure danni consistenti ci sono stati anche altrove, anzi, in alcuni posti stanno aumentando proprio in questi ultimi giorni. Le ultime scosse con epicentro attorno al lago di Campotosto hanno provocato diverse lesioni e crolli in moltissimi comuni del teramano.

La situazione è particolarmente delicata a Pietracamela, dove la popolazione dorme in ricoveri di fortuna dalla notte del 6 aprile. Il sindaco mi ha comunicato che non disponendo di tende ampie e capienti gli anziani preferiscono dormire su un pullman dell’ARPA. Una tenda da 8/10 posti con 20 brandine e 20 sacchi letto è stata acquistata con una sottoscrizione da parte di tanti amici e soci della sottosezione del Cai di Pietracamela. Maggiori dettagli sono disponibili sul sito della sottosezione www.caipietracamela.it

Gli sfollati nel teramano aumentano di giorno in giorno, ogni nuova scossa apre crepe, lesioni e provoca micro-crolli. A Castelli risultano lesionati molti edifici del centro storico, il museo della ceramica e la chiesa di Santa Maria degli Angeli che è a rischio di crollo. Tiene la bellissima chiesa di San Donato con la famosa volta coperta di mattonelle di ceramica. Si stanno valutando i danni alla Chiesa Madre situata al centro del paese, in caso di inagibilità costituirebbe un pericolo per tutte le case limitrofe. Inagibile anche l’ambulatorio medico, mentre fortunatamente i primi rilievi geologici effettuati sul costone su cui poggia il paese non ha evidenziato fenditure preoccupanti.

Danni più o meno gravi anche in molti altri comuni dell’area pedemontana del Gran Sasso e più a valle fino a Teramo e San Nicolò a Tordino dove sono inagibili diversi palazzi. I primi rilievi dei vigili del fuoco coadiuvati da squadre di tecnici hanno portato all’evacuazione di 180 edifici nella sola provincia di Teramo.
A questo punto, mentre perdurano le scosse sismiche, si spera che l’istituzione del COM (Centro Operativo Misto) fortemente richiesto dai comuni della fascia pedemontana nella riunione del pomeriggio del giorno di pasquetta, sia il primo passo per prendere atto della grave situazione che sta vivendo anche questa parte di Abruzzo. Il COM dovrebbe portare in tempi brevi al riconoscimento ufficiale dello stato di emergenza condizione indispensabile per poter procedere successivamente alla ricostruzione.

Per chi non sapesse cosa è il COM (io non ne avevo sentito mai parlare fino a ieri) si tratta di un organismo coordinato dalla Regione Abruzzo con sede a Montorio al Vomano che coordinerà tutte le istituzioni presenti sul territorio (comuni, provincia, prefettura), avvalendosi dell’opera gratuita di tanti professionisti resisi disponibili (architetti, geologi, geometri ed ingegneri) provvederà ad effettuare un censimento dettagliato degli edifici colpiti.

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14 aprile 2009 - Posted by | Terremoto

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